RIFORMA SANITARIA IN LOMBARDIA, USUELLI (+EUROPA/RADICALI): MORATTI ACCETTA LA NOSTRA RICHIESTA E CI CONCEDERÀ DI PRENDERE VISIONE DEL TESTO COI RILIEVI DEL GOVERNO. TERMINERÀ IL BALLETTO CONTINUO DEI COMMENTI DA PARTE DEI VERTICI DELLA POLITICA SANITARIA REGIONALE, SENZA CHE NESSUNO CONOSCESSE IL CONTENUTO DI QUANTO VENIVA COMMENTATO.

“Ormai da giorni è aperta la discussione sulle sette pagine di rilievi che il Governo ha fatto alla legge di riforma sanitaria approvata lo scorso novembre in Regione Lombardia, ma di quelle obiezioni, ancora non abbiamo alcuna traccia. Eravamo molto preoccupati, dato lo storico della mancanza di trasparenza sulla sanità in regione: le relazioni dei cinque saggi nominati da Fontana  mai giunte; mesi di audizioni in commissione Sanità senza avere una proposta di legge scritta su cui gli auditi potessero offrire un parere; la scarsa chiarezza sugli indicatori che servivano a produrre Rt . La riforma della Sanità è l’atto politico più importante di questi cinque anni. I consiglieri hanno il dovere di conoscere e studiare il contenuto dei rilievi mossi dal Ministero. Terminerà il balletto continuo dei commenti da parte dei vertici della politica sanitaria regionale, senza che nessuno conoscesse il contenuto di quanto veniva commentato”.

Così Michele Usuelli, medico, consigliere regionale di +Europa/Radicali e componente della commissione sanità, che prosegue: “Oggi Moratti ha dichiarato che le modifiche legislative saranno inserite (discutibilmente) nel collegato ordinamentale. Il fatto che il Governo non abbia impugnato la legge non può essere considerato di per se un benchmark di qualità. Già in passato gli equilibri politici del governo centrale hanno prevalso rispetto ai bisogni sanitari dei cittadini: la legge Maroni fu non impugnata, ma dichiarata “sperimentale”, da un Governo Renzi politicamente fragile e sostenuto dal partito di Alfano, che in Lombardia era in maggioranza col centrodestra ed a cui apparteneva il relatore di tale legge. I risultati delle politiche sanitarie di quella legge li hanno conosciuti in questi anni sulla loro pelle i lombardi”.