REGIONE LOMBARDIA: DOMANI IN AULA GLI ESITI DELLA COMMISSIONE D’INCHIESTA COVID

Usuelli (+Europa/Radicali) e Carretta (Azione) presentano ordine del giorno comune.

“Lombardia presuntuosa e impreparata, ma errori anche dal Governo Conte. È mancata la leale collaborazione tra Istituzioni.”

Domani, martedì 12 aprile, il Consiglio regionale della Lombardia discuterà gli esiti del lavoro della Commissione d’inchiesta istituita per far luce sulla drammatica emergenza vissuta dalla Lombardia all’esordio della pandemia da Covid-19, nella primavera 2020.

In discussione saranno due relazioni, una sottoscritta da tutte le forze politiche di maggioranza e approvata dalla Commissione e l’altra firma di tutte le opposizioni.

Michele Usuelli (+Europa/Radicali), già estensore di un documento finale in Commissione e Niccolò Carretta (Azione) hanno presentato un ordine del giorno comune con l’obiettivo di rafforzare ed integrare le considerazioni contenute nella relazione delle opposizioni.

In particolare, il documento Usuelli-Carretta si concentra su alcuni errori commessi dalla Giunta regionale nella prima fase della pandemia, quando vennero messe in discussione le indicazioni ministeriali sull’effettuazione dei tamponi molecolari ed evidenzia la confusione con cui vennero effettuate la raccolta e la trasmissione dei dati. Il carattere contraddittorio delle indicazioni e delle comunicazioni inziali, infatti, si è riverberato pesantemente sulla gestione della fase inziale della pandemia, con un mondo ospedaliero travolto dall’emergenza e abbandonato a sé stesso e alla confusione burocratica mentre la Giunta era tutta concentrata sulla comunicazione mediatica della propria “eccellenza” .Dall’ordine del giorno emerge chiaramente come la Lombardia si sia trovata impreparata di fronte ad un evento, certamente imprevisto e travolgente, ma che aveva bisogno di essere governato anche con l’aiuto delle energie migliori e delle proposte più intelligenti provenienti dalle opposizioni, senza chiudersi nell’illusione presuntuosa di essere “i migliori”.

Altrettanto chiaramente emergono le responsabilità del Governo Conte II e dei funzionari del Ministero che, come evidenziato dall’audizione del Dottor Zambon (ex OMS), giocarono un ruolo molto ambiguo sulla mancata istituzione della zona rossa in Val Seriana, tema sul quale la mancanza di leale collaborazione tra Stato e Regione si rivelò esiziale. Leale collaborazione che Regione e Governo non hanno saputo dimostrare neanche di fronte alla Commissione d’Inchiesta: Fontana è intervenuto ad una sola delle due audizioni previste, mentre Conte e Arcuri non si sono presentati.

QUI l’ordine del giorno.