APPROVATO – Ordine del Giorno 1818 – Misure per uno sviluppo della Politica Agricola Comune lombarda in linea con le direttive ambientali del Green Deal europeo

Il 22 Aprile ci celebra l’Earth Day, la giornata della Terra. Nella sessione del Consiglio regionale della Lombardia, tenutasi proprio quel giorno, dedicata al programma di lavoro della Commissione Europea e alle politiche comunitarie da attuare sul territorio, sotto la guida di Rossella Muroni e delle informazioni raccolte durante l’assemblea pubblica “Un’altra Pac è possibile”, ho presentato questo ordine del giorno che è stato approvato all’unanimità. Sulla Politica Agricola Comune, ma come su tante altre questioni ambientali, è importante che istituzioni di ogni ordine e grado diano un segnale forte che provi ad arrestare le cause alla base del cambiamento climatico e della perdita delle biodiversità. La Giunta si è impegnata ad avviare una consultazione pubblica che coinvolga i portatori di interesse lombardi, in particolare contadini, braccianti, aziende agricole, sindacati, organizzazioni e imprenditori, e che configuri un percorso aperto e partecipato in vista della definizione del Piano strategico nazionale. Regione si è impegnata inoltre ad agire affinché le iniziative rivolte al settore agricolo lombardo siano in linea non solo al regolamento PAC post-2020, ma anche alla strategia del Green Deal europeo ed in particolare agli obiettivi che fissano le linee guida per il consumo sostenibile, attraverso la programmazione di una nuova filiera “dal produttore al consumatore”, e per la tutela della biodiversità, mediante il recepimento delle proposte fissate nel piano “Biodiversity 2030”.”.


BOCCIATO – Ordine del Giorno 1813 – Programma di lavoro della Commissione europea – anno 2021: Misure volte a consentire alla cittadinanza la conoscenza delle condizioni di contaminazione ambientale dovute all’abbandono o al deposito irregolare di rifiuti gravanti sul territorio regionale e dei relativi rischi.

L’interesse generale all’informazione ambientale impegna l’Autorità pubblica a rendere disponibili a terzi, “senza che questi debba dichiarare il proprio interesse”, i dati ; configura il principio secondo cui il diniego di accesso ai dati  misura eccezionale e tassativa da adottarsi motivatamente nei casi espressamente previsti. Questo ODG avrebbe impegnato la Giunta regionale a richiedere, con cadenza mensile, ai Comuni, alle Province, alla Città metropolitana di Milano e ad ARPA: i dati relativi alle segnalazioni e alle denunce pervenute dai cittadini e dai soggetti tenuti agli obblighi di denuncia aventi ad oggetto i casi di abbandono di rifiuti e di deposito non conforme alle norme di legge; la copia dei provvedimenti di accertamento e dei provvedimenti adottati in funzione della rimozione del pericolo da inquinamento e della bonifica delle aree interessate, relativamente alle predette segnalazioni e denunce; ad utilizzare la banca dati regionale AGISCO per reperire le informazioni anche con riferimento agli episodi di inquinamento accertati nel passato; ad aggiornare con cadenza minima mensile e ad implementare il “Geoportale di regione Lombardia”, sezione “Siti bonificati e contaminati”.


BOCCIATO – Ordine del Giorno 1041 – Sistema di gestione dei rifiuti in Lombardia: Azioni rivolte alla gestione dei rifiuti

La Commissione d’Inchiesta sul sistema della gestione dei rifiuti in Lombardia ha rilevato alcuni problemi che si possono dirimere tenendo conto della base delle direttive europee. Gli strumenti di controllo messi in campo non riescono a far fronte in modo globale a tutti i passaggi del ciclo di gestione rifiuti, pertanto la predisposizione del nuovo Piano regionale di gestione dei rifiuti e delle bonifiche dovrà tenere conto criticità emerse, così come delle linee guida stabilite dall’Unione Europea attraverso la direttiva 2018/851, il cui recepimento da parte degli Stati Membri è fissato al 5/07/2020. La Commissione D’Inchiesta nata a seguito degli incendi nelle discariche, ha portato alla luce alcuni problemi che si sostanziano in parte nella carenza di personale in alcuni territori della regione, che creano quindi mancanza di controlli preventivi; a seguito delle audizioni si è riscontrata un’incongruenza degli approcci autorizzativi tra procure e province, che si sostanzia in una disomogeneità nel rilascio delle autorizzazioni; il sovraccarico degli impianti è dovuto all’ingresso dei rifiuti da altre regioni, pertanto l’implementazione di controllo più efficienti sono propedeutici a non lasciare gli impianti in uno stato di fragilità. Abbiamo pertanto chiesto alla Giunta, senza successo, di impegnarsi a stabilire un approccio autorizzativo degli impianti a livello regionale, così da omologare tutto il territorio ed evitare che aziende della stessa tipologia vengano trattate in modo differente; ad attuare delle misure di controllo più efficienti per il rilascio delle autorizzazioni, evitando le pratiche di proroga che creano delle disuguaglianze tra imprenditori all’interno del mercato a riflettere per ciò che concerne la movimentazione dei rifiuti l’istituzione dell’Anagrafe Pubblica dei Rifiuti; a valutare il recupero degli impianti regionali dismessi per accogliere in particolar modo i rifiuti speciali.


BOCCIATO Ordine del Giorno 623 – Assestamento al bilancio 2019-2021: mappa interattiva dei veleni geolocalizzata, integrata nei dati ARPA e partecipata tramite app.

Questo Ordine del Giorno avrebbe impegnato la Giunta regionale a realizzare entro tre mesi uno studio di pre-fattibilità sulla possibilità di integrare il sito e la app che danno i valori di qualità dell’aria in Lombardia con i dati relativi agli inquinanti e ai siti di bonifica,  con un indice di rischio che risulti di facile lettura da parte dei cittadini. Inoltre, avrebbe introdotto la possibilità di denunciare, anche in forma anonima, sempre via app, attraverso foto geolocalizzata, la presenza di siti sospetti. Dal punto di vista pratico non esiste una modalità per un cittadino di esercitare in un dato punto della regione il proprio diritto a conoscere il rischio riguardante, non solo la qualità dell’aria che viene respirata, ma anche quello relativo a potenziali inquinanti dei suoli (amianto da smaltire, siti da bonificare etc…) che consenta di ottenere una analisi di rischio-salute in ambito abitativo, legato a potenziali veleni e inquinanti che vadano oltre quelli aerei misurati dalle centraline e già disponibili via app e sito. Il diritto alla conoscenza e il diritto alla salute dei cittadini che, tramite una informazione all’altezza delle possibilità tecnologiche, devono avere la possibilità di conoscere tutti i parametri ambientali del posto in cui vivono o potrebbero andare a vivere. 


APPROVATO – Ordine del Giorno 482 – Assestamento al bilancio 2019-2021: destinazione dei fondi strutturali europei non programmati per iniziative di contrasto alle emissioni di CO2

Secondo l’accordo di partenariato 2014/2020 l’Italia ha ottenuto dall’Unione europea 36,2 miliardi di euro; con riferimento al periodo di programmazione 2014/2020 Regione Lombardia è beneficiaria di 970,4 milioni di euro provenienti dal Fondo europeo per lo sviluppo regionale (FESR) e di 970,4 milioni provenienti dal Fondo sociale europeo (FSE). Durante il periodo di programmazione 2014/2020 l’Europa ha stanziato in favore dei 28 Paesi un totale di 162 miliardi di euro con il vincolo, per gli Stati membri e le regioni, di destinare una parte dei contributi provenienti dai fondi strutturali a politiche per il contenimento delle emissioni di CO2 (per Regione Lombardia almeno il 20 per cento del FESR). Questo Ordine del Giorno impegna la Giunta regionale ad istituire, entro il 31 dicembre 2020, bandi regionali per la destinazione delle quote di FESR e FSE non ancora programmate in materia di efficientamento energetico e riconversione ecologica.


BOCCIATO – Ordine del Giorno 380 – Programma di lavoro della Commissione europea – anno 2019: destinazione dei fondi strutturali europei non programmati per iniziative di contrasto alle emissioni di CO2

Ancora un atto presentato nella sessione di Consiglio dedicata alla programmazione dei fondi europei del FESR e dell’FSE, questa volta l’impegno richiesto a Regione Lombardia era quello di utilizzare i fondi dell’Europa per la riconversione ecologica delle caldaie. L’ambito territoriale lombardo si colloca nel più ampio contesto del bacino padano, caratterizzato da peculiari condizioni orografiche e meteoclimatiche che determinano una significativa vulnerabilità ambientale sotto il profilo della qualità dell’aria, come evidenziato nei rapporti ARPA e nelle premesse delle più recenti delibere della Giunta. Benché non sia il peggiore gas serra, la CO2 è il più abbondante e quello che può maggiormente incidere sul clima (a titolo esemplificativo, oggi i livelli di CO2 oscillano tra le 410 e le 430 parti per milione, ad inizio del XX secolo i valori non superavano le 280 ppmm: raggiungere un livello di 550 ppm di anidride carbonica potrebbe causare un aumento della temperatura media globale di 6 °C). L’anidride carbonica ha la peculiarità di creare un filtro a senso unico che lascia passare l’energia solare, ma assorbe le radiazioni emesse dalla terra, generando una sorta di serra atmosferica intorno al pianeta e, in misura elevata, provoca l’imprigionamento di una quantità eccessiva di calore. Il bilancio emissivo di CO2 dal Comune di Milano dell’anno 2013, riportato dal Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile adottato dal comune a febbraio 2018, registra che 3,2 Mton sul totale delle emissioni di CO2 (6 Mton) derivano dal consumo di combustibili fossili per il riscaldamento di edifici (66% per abitazioni e 34% per gli edifici non residenziali).


BOCCIATO – Ordine del Giorno 379 – Programma di lavoro della Commissione europea – anno 2019: Destinazione dei fondi strutturali europei non programmati per iniziative di contrasto alle emissioni di agenti climalteranti derivanti dall’industria dei cibi animali

La programmazione dei fondi EU della politica di coesione 2014-2020 ha dedicato tre degli undici obiettivi tematici della politica regionale europea alle “azioni per il clima”, finanziando azioni a sostegno della transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio, misure per la governance dei rischi e del cambiamento climatico nonché provvedimenti per l’utilizzo efficiente delle risorse e della tutela ambientale. Nel Rapporto FAO del 2006 Livestock’s long shadow è stato calcolato che gli allevamenti intensivi producano il 18% di anidride carbonica, metano e ossido di azoto contro l’attività di trasporto via terra, acqua e mare ne causa solo il 14%, ma se si considerano anche gli elementi aggiuntivi e l’aggiornamento ha stimato che circa il 51% dei gas serra (GHG) è prodotto dall’industria dei cibi animali. Per quanto concerne l’emissione di metano, il 72 % del metano derivante da attività umane emesso in atmosfera proviene direttamente dai processi digestivi dei ruminanti (bovini, ovini, caprini) e dall’evaporazione dei composti presenti nel letame. Tra il 1960 e il 2011 la produzione di alimenti di origine animale è risultata responsabile del 65% della conversione dei terreni e dell’espansione delle terre coltivate a livello globale, quindi della perdita di biodiversità. Per questi motivi abbiamo provato a chiedere alla Giunta regionale di utilizzare una parte delle risorse del FESR destinate agli obiettivi tematici sul clima per un piano incentivi che finanziasse la conversione delle industrie di cibi animali, in particolare gli allevamenti in batteria, in attività per la produzione di alimenti locali ed ecologici che abbiano un impatto inferiore e più sostenibile sull’emissione di agenti climalteranti e di utilizzare altresì una parte delle risorse del FSE per corsi di aggiornamento e di formazione professionale destinati a realtà lavorative che operino nel campo della riconversione ecologica dell’industria alimentare di origine animale, incentivando le produzioni agricole locali ed ecologiche. 


BOCCIATO – Ordine del giorno 366 – Cambiamenti Climatici: Conversione ecologica delle caldaie

Durante la seduta del Consiglio regionale della Lombardia dedicata alle “misure regionali di mitigazione e contrasto ai cambiamenti climatici”, abbiamo presentato questo ordine del giorno per ridurre drasticamente le emissioni di CO2 in Lombardia, bocciato dalla maggioranza. La richiesta prevedeva che la Giunta regionale si sarebbe dovuta impegnare a creare un piano incentivi per finanziare la sostituzione delle caldaie non idonee al contenimento delle emissioni termo inquinanti. L’ambito territoriale lombardo si colloca nel più ampio contesto del bacino padano, caratterizzato da peculiari condizioni orografiche e meteoclimatiche che determinano una significativa vulnerabilità ambientale sotto il profilo della qualità dell’aria. Il bilancio emissivo di CO2 dal Comune di Milano dell’anno 2013, riportato dal Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile adottato dal comune a febbraio 2018, registra che 3,2 Mton sul totale delle emissioni di CO2 (6 Mton) derivano dal consumo di combustibili fossili per il riscaldamento di edifici (66% per abitazioni e 34% per gli edifici non residenziali). La riduzione delle esalazioni di CO2 e l’aumento della tassazione in capo alle realtà industriali che non intendono adottare una riconversione ecologica diventano provvedimenti di necessaria importanza per attuare strategie in linea con l’urgenza che la situazione globale impone.


BOCCIATO – Ordine del giorno 365 – Cambiamenti Climatici: Predisposizione di uno studio di pre-fattibilità per la riforma regionale della fiscalità ai fini della riduzione del consumo di risorse naturali e delle emissioni climalteranti

Questo Ordine del Giorno, bocciato dal Consiglio regionale in occasione dei lavori d’aula riservati alla sessione speciale sui cambiamenti climatici, avrebbe previsto un’azione mai intrapresa prima in Italia per il contrasto del climate change. Avremmo impegnato la Giunta a realizzare uno studio di pre-fattibilità sulla riforma della fiscalità regionale per la riduzione del consumo di risorse naturali e delle emissioni climalteranti in favore di una detassazione dei redditi da lavoro che potesse incoraggiare il potere d’acquisto delle famiglie. La Giunta regionale avrebbe dovuto presentare tale studio di pre-fattibilità al fine di realizzare una conversione del carico fiscale regionale dal programma lavoro al programma ambiente, diminuendo significativamente il peso della tassazione sul lavoro grazie a un pari incremento della tassazione sul consumo di risorse ambientali, anche tramite l’abolizione di sussidi ecologicamente dannosi. Sarebbe altresì stata impegnata a valutare modalità di ulteriore zonizzazione della tassazione regionale relativa ai trasporti, in modo da commisurare la pressione fiscale sul possesso di veicoli alle emissioni di CO2, PM10, NOx e COV, applicando misure compensative che evitino un aumento del carico fiscale complessivo. Infine Regione Lombardia si sarebbe impegnata a valutare modalità di ulteriore zonizzazione della tassazione relativa alle caldaie, in modo da commisurare la pressione fiscale sul possesso di sistemi di riscaldamento alle emissioni di CO2, PM10 ed NOx, in sostituzione del c.d. bollino blu, applicando misure compensative che evitino un aumento del carico fiscale complessivo.


BOCCIATO – Ordine del Giorno 346 – Bilancio di previsione 2019-2021: predisposizione di uno studio di pre-fattibilità per la riforma regionale della fiscalità per la riduzione del consumo di risorse naturali e delle emissioni climalteranti.

Questo Ordine del Giorno, bocciato dal Consiglio regionale in occasione dei lavori d’aula riservati al Bilancio di Previsione, avrebbe previsto un’azione mai intrapresa prima in Italia per il contrasto del climate change. Avremmo impegnato la Giunta a realizzare uno studio di pre-fattibilità sulla riforma della fiscalità regionale per la riduzione del consumo di risorse naturali e delle emissioni climalteranti in favore di una detassazione dei redditi da lavoro che potesse incoraggiare il potere d’acquisto delle famiglie. La Giunta regionale avrebbe dovuto presentare tale studio di pre-fattibilità al fine di realizzare una conversione del carico fiscale regionale dal programma lavoro al programma ambiente, diminuendo significativamente il peso della tassazione sul lavoro grazie a un pari incremento della tassazione sul consumo di risorse ambientali, anche tramite l’abolizione di sussidi ecologicamente dannosi. Sarebbe altresì stata impegnata a valutare modalità di ulteriore zonizzazione della tassazione regionale relativa ai trasporti, in modo da commisurare la pressione fiscale sul possesso di veicoli alle emissioni di CO2, PM10, NOx e COV, applicando misure compensative che evitino un aumento del carico fiscale complessivo. Infine Regione Lombardia si sarebbe impegnata a valutare modalità di ulteriore zonizzazione della tassazione relativa alle caldaie, in modo da commisurare la pressione fiscale sul possesso di sistemi di riscaldamento alle emissioni di CO2, PM10 ed NOx, in sostituzione del c.d. bollino blu, applicando misure compensative che evitino un aumento del carico fiscale complessivo.