A distanza di oltre un mese dall’approvazione di un ordine del giorno a firma Michele Usuelli (Più Europa-Radicali) con “Invita” sull’utilizzo del pooling di classe come sistema di monitoraggio dello stato di salute degli alunni e del personale scolastico, il consigliere Usuelli ha rivolto nella giornata di oggi, 8 settembre, un’interrogazione a risposta immediata (IQT) all’assessore al Welfare Giulio Gallera per ottenere aggiornamenti sulle intenzioni della giunta ad adottare questa tecnica.

La risposta di Gallera all’interrogazione, però, ha solo fatto riferimento a una potenziale “perdita di sensibilità” dei test in pooling evidenziata da alcuni studi, concludendo genericamente che servono ulteriori approfondimenti. Una risposta per sommi capi che dà conto della superficialità con cui la dg Welfare, incaricata dell’approfondimento, affronta questioni sanitarie di importanza rilevante, persino su un tema delicato come quello della scuola, che in Lombardia si appresta a riaprire il 14 settembre.

Il pooling è una tecnica molto efficace che consente di massimizzare la capacità di testing abbattendo al contempo i costi e il sovraccarico di lavoro dei laboratori (con rallentamento dei tempi di refertazione), senza rinunciare alla accuratezza diagnostica: consente di raccogliere più campioni di saliva o secreto nasofaringeo di persone diverse (fino a 30) e di analizzarli contemporaneamente al costo di uno solo, arrivando a capire più velocemente se c’è qualcuno di positivo all’interno di un gruppo di persone. È stato raccomandato da personalità di spicco della comunità scientifica, come Anthony Fauci negli Stati Uniti, il prof. Enrico Bucci della Temple University di Philadelphia e il prof. Massimo Galli dell’Ospedale Sacco di Milano.

Questo il commento di Usuelli: “A luglio, l’assessore Gallera mi disse in aula che la metodica del pooling richiedeva un approfondimento tecnico da parte del suo assessorato. Oggi abbiamo chiesto conto di questo approfondimento. Gallera non ha risposto, se non con una unica frase: alcuni studi indicano una perdita di sensibilità con questo metodo. La responsabilità di un lavoro sommario appartiene però a tutta la Dg Welfare. Basti dire che il direttore generale della Sanità Trivelli, nella sua prima audizione in commissione Sanità, ci diceva che lui a scuola andava male e studiava poco. Se questo è il metodo di lavoro, noi possiamo dire di vedere anche oggi pochissima sensibilità da parte della giunta”.