Riforma sanitaria in Lombardia al voto finale.

Usuelli (+Europa/Radicali): giornata amara per me, per la salute dei lombardi e per gli operatori sanitari. Può essere l’inizio della fine per questa maggioranza. La frase che gridavamo dai balconi “nulla dovrà essere più come prima” è già stata dimenticata. Il centrosinistra si unisca su proposte serie e dimostri di essere all’altezza.

La riforma della legge 23 in Regione Lombardia è alle sue battute finali: questo pomeriggio in Consiglio regionale si terranno le dichiarazioni di voto e la votazione finale sul più importante e deludente atto di questa legislatura.

Michele Usuelli, attualmente Consigliere regionale di +Europa/Radicali, ma anche medico pediatra di esperienza, ha così commentato l’esito della riforma:

“Dopo tre settimane di discussione in Aula, mi trovo di fronte al momento più amaro della mia esperienza politica. Ho provato in tutti i modi a proporre modifiche migliorative del testo, idee frutto di studio e spesso concordate con i più grandi esperti del settore, trovando, da parte della maggioranza, sempre e solo indifferenza. Non ho voluto accettare compromessi al ribasso, neppure sotto forma di elemosina in vista della prossima, imminente, sessione di bilancio e ho tenuto fermi i miei propositi di non allontanarmi dal merito di ciò che stavamo discutendo. Purtroppo, ogni tentativo in questo senso è stato vano: la riforma approvata non rimedia in alcun modo agli errori del passato, né rispetto all’eccessiva deregulation pubblico/privato di Formigoni, ne riguardo la distruzione della medicina di territorio operata da Maroni. Addirittura, sulla medicina territoriale, non si è neppure stati in grado di copiare adeguatamente quanto previsto nel PNRR dal Governo Draghi e molti sono gli aspetti su cui la riforma riesce a fare peggio di quanto previsto dalla vecchia legge 23.  Urge preparare l’alternativa a tutto questo; il centrodestra lombardo è visibilmente al crepuscolo, dopo 30 anni. Il lavoro complessivo delle opposizioni è stato sufficiente, un punto di partenza. Tocca adesso a lavorare davvero insieme, costruendo iniziative comuni, fondate su proposte serie e approfondite, per una sanità che sappia dare risposte ai cittadini e che consenta agli operatori di lavorare dignitosamente. Per la maggioranza può essere l’inizio della fine, ma la capacità di costruire qualcosa di diverso dipende tutta da noi.