Caro Presidente, andiamo insieme a Legnano?

Lettera aperta di Usuelli a Fontana sul servizio de Le Iene sugli ospedali dismessi in Lombardia, rinviato su richiesta del Presidente della Regione.

“Questa notte, dopo aver appreso del rinvio del servizio de Le Iene sul tema del mancato utilizzo di alcuni ospedali lombardi dismessi per fronteggiare le fasi più critiche dell’epidemia di Covid-19, ho scritto una lettera aperta al Presidente Fontana per invitarlo a visitare insieme la struttura di Legnano, al centro del servizio rinviato e già oggetto di discussione nelle scorse settimane.”

Così Michele Usuelli, Consigliere regionale di +Europa/Radicali  dopo che ieri sera la trasmissione di Italia 1 ha comunicato che il servizio previsto, che già conteneva un commento di Fontana, sarebbe stato rinviato a martedì prossimo, su richiesta del Presidente lombardo e per consentirgli di fare ulteriori precisazioni.

Di seguito, sintetizzati, alcuni passaggi della lettera:

Caro Presidente Fontana,

la invito ad andare insieme a visitare gli spazi del vecchio Ospedale di Legnano, di cui si parla nel video anteprima del servizio delle Iene, previsto in onda ieri sera e rinviato su sua richiesta https://www.facebook.com/48166220529/posts/10158618425655530/ 

Questo le sarà utile per le ulteriori precisazioni che ha chiesto di poter fare.

Anche io, come Lei ero stato intervistato in quel servizio giornalistico e, come sempre, ho cercato di fornire un contributo tecnico e costruttivo, oltre che una valutazione politica. Ho provato a spiegare alle Iene, che il 16 Marzo (!!), appena appresa la notizia della comunicazione di Cobas Lombardia sulla eventuale disponibilità di Legnano per accogliere pazienti intubati, essendo opposizione istituzionale, ho iniziato a fare quelle verifiche che ogni amministratore ha il dovere di fare. Ho parlato con tecnici di aziende che producono ventilatori meccanici e ingeneri che si occupano di costruire gli impianti dentro i muri, che dalla centrale ospedaliera di produzione aria compressa ed ossigeno arrivano fino ai bocchettoni al letto del paziente. Mi hanno spiegato che la riapertura di un reparto con letti di intensiva in un reparto chiuso da anni, debba essere valutata caso per caso. Pertanto, con fatica, sono riuscito a mettermi in contatto con l’ingegneria clinica dell’ospedale di Legnano, dove mi è stato spiegato che gli impianti non potevano essere usati per pazienti intensivi; notizia che ho puntualmente, con senso di responsabilità, riportato alla stampa https://it.businessinsider.com/perche-costruire-un-ospedale-in-fiera-se-ce-gia-lex-nosocomio-di-legnano-con-2-padiglioni-attrezzati-la-denuncia-di-un-sindacalista/?fbclid=IwAR2zwUPaP2tiM7W-gAHJW1xuWVwzzmb6CPKN0B3z2MwcSWXBguXhVZN7Ygo.

Nulla mi toglie dalla testa però, che pazienti non intensivi, CODIV positivi, in via di guarigione clinica, magari ancora con necessità di ossigeno, dovevano essere trasferiti in strutture come Legnano (e non in altri luoghi, a grande fragilità), magari usando i concentratori di ossigeno, macchinari di grandi importanza, cui serve solo una presa elettrica per funzionare e il cui utilizzo è stato più volte da me sollecitato, in Commissione e in Aula (ieri l’ultima volta con un emendamento scritto), e ogni volta da voi ignorato.  Mi pare urgente, per aiutare il governo dei fenomeni che abbiamo di fronte, che Lei accetti il mio invito a visitare insieme quegli spazi e capire che ruolo possano giocare anche oggi. Questo Le fornirebbe, tra l’altro elementi aggiuntivi per “fare delle precisazioni”, nella sua comunicazione ai giornalisti.

Mi auguro di ricevere presto una sua risposta scritta, riservandomi di poter informare i cittadini sulle pieghe che prenderà la vicenda.

Michele