Audizione ARIA Regione Lombardia certifica il disastro della campagna vaccinale. Usuelli (Più Europa-Radicali): chiesta relazione Gubian ad ORAC, organismo anticorruzione regionale. La Giunta responsabile degli errori, continua a scaricare sui tecnici.

E’ appena terminata in Commissione Bilancio del Consiglio regionale della Lombardia l’udizione di Lorenzo Gubian, attuale amministratore unico di ARIA S.P.A. (il cui CDA è dimissionario a seguito della richiesta del Presidente Fontana) la partecipata regionale incaricata di gestire la campagna vaccinale e artefice del disastro del sistema di prenotazione, A margine della Commissione Michele Usuelli, Consigliere regionale di +Europa-Radicali, ha dichiarato:

“L’audizione di oggi certifica in modo evidente il fallimento della campagna vaccinale in Lombardia. Fin dalla sua costituzione abbiamo sostenuto che ARIA fosse in realtà un concentrato di fallimenti pregressi concentrati in un unico soggetto, ma quel che accaduto in Lombardia è innanzitutto figlio della mancanza colpevole di qualsiasi tipo di programmazione da parte di una Giunta regionale che, ancora una volta, per discolparsi, scarica sui tecnici le responsabilità degli errori compiuti. Per avere finalmente chiarezza su quanto accaduto, ho chiesto ad Orac, l’organsmo anticorruzione regionale che ha il compito di vigilare sul buon funzionamento delle partecipate, di acquisire la “relazione Gubian” documento nel quale, secondo un articolo del Fatto Quotidiano, si spiegano i passaggi che hanno portato alla scelta di usare il portale ARIA per il piano vaccinale, e che conterrebbe la notizia che chi prese tale decisione (Fontana, Bertolaso e/o Moratti) era a conoscenza della inadeguatezza di tale strumento. A gennaio infatti, sarebbe già stato possibile scegliere Poste Italiane, il cui portale consentiva una prenotazione molto più agile senza bisogno di ulteriori convocazioni via sms, ma la Giunta decise altrimenti. Inoltre, sempre la Giunta, decise di anticipare la campagna per gli over 80 dal 1 marzo al 18 febbraio, pur sapendo che non che il sistema non era ancora pronto a funzionare. Insomma, dalla fine di dicembre si sapeva che sarebbe stato necessario organizzare una campagna vaccinale di massa, ma né sulle prenotazioni né tanto meno sui 200 centri vaccinali necessari ad eseguire le somministrazioni si era fatto nulla.  La totale mancanza di programmazione, quindi, è la causa prima del disastro e non può essere imputata ai tecnici, ma è responsabilità unica del presidente Fontana e della sua Giunta. Ci chiediamo per altro come mai, se la decisioni sulla campagna vaccinale siano state prese dall’Unità di crisi, a pagare con le dimissioni siano stati solo i componenti del CDA di ARIA.”