Nessuna fase 2 in Regione Lombardia sul tema della gestione dell’emergenza Covid. La Commissione d’inchiesta istituita per far luce sulle modalità con cui la politica regionale ha affrontato i mesi più difficili dell’offensiva del virus, ha eletto, con i soli voti della maggioranza, la renziana Patrizia Baffi alla presidenza, ruolo riservato per Statuto all’opposizione. Dopo due settimane di stallo nelle quali si erano confrontate le candidature del radicale di +Europa Michele Usuelli e di Jacopo Scandella del Partito Democratico, la candidatura di Patrizia Baffi, più gradita alla maggioranza, ha ottenuto i voti necessari all’elezione.  Paradossale la scelta del centrodestra: una settimana fa aveva preferito non schierarsi, dichiarando di non voler scegliere tra due candidati dell’opposizione e chiedendo compattezza alle minoranze, mentre oggi ha scelto addirittura avendo di fronte tre candidature. Altrettanto grave l’arroccamento del PD che, pur di fronte all’indisponibilità della maggioranza a votare il proprio candidato, ha scelto di non convergere sul nome di Usuelli, unico medico (e di terapia intensiva neonatale) tra i consiglieri di opposizione, la cui candidatura era  sostenuta da un appello del mondo della sanità e della ricerca, firmato da 450 operatori.

Così Michele Usuelli ha commentato l’esito della votazione: “Ringrazio i due consiglieri di maggioranza e opposizione che mi hanno fatto pervenire il voto. Fin dall’inizio avevo proposto la mia candidatura nel segno di un metodo profondamente diverso di fare politica, mettendo al centro della mia proposta la competenza maturata in anni di lavoro negli ospedali italiani e in quelli di territori martoriati da guerre ed emergenze sanitarie. Purtroppo tutto questo non è bastato, così come non sono bastate 450 firme di medici, infermieri, ostetriche, OSS, ricercatori e farmacisti che hanno lanciato e sottoscritto un appello a mio sostegno. Gli osceni criteri spartitori e partitocratici, contro i quali noi radicali ci battiamo da anni, hanno avuto la meglio. La maggioranza ha scelto la candidata del partito ritenuto meno lontano e più malleabile, l’opposizione PD-5 stelle ha considerato la commissione come una casella da occupare e ha rifiutato qualsiasi ragionamento basato sulla competenza. Purtroppo sono le stesse logiche di potere che hanno portato, attraverso la lottizzazione e la spartizione, la sanità regionale a trovarsi impreparata di fronte all’emergenza e che finiranno per  vanificare anche il lavoro della commissione d’inchiesta. Ho già scritto una lettera di ringraziamento ai firmatari dell’appello: continuerò a lavorare con loro e con tutti i cittadini, come e più di prima, battendomi perché prevalgano capacità e responsabilità”.