Sono più di 400, per la precisione 426, i medici, infermieri, operatori socio-sanitari, specializzandi, ricercatori ed altri esperti dell’ambito medico e sanitario lombardo ad aver sottoscritto l’appello di sostegno al consigliere di Più Europa-Radicali Michele Usuelli nella sua corsa alla presidenza della commissione di inchiesta che la Regione Lombardia ha stabilito di istituire per indagare meriti, errori e responsabilità nella gestione dell’emergenza Covid in regione. Domani è previsto il voto in consiglio regionale per la nomina del presidente.

L’appello porta le firme di 279 donne e 147 uomini. Per la stragrande maggioranza si tratta di professionisti che operano in Lombardia, a cui si aggiungono alcune sottoscrizioni (17) sono arrivate anche da altre regioni italiane. Le dichiarazioni di sostegno provengono soprattutto da medici (270), infermieri (61), operatori sociosanitari (16), professori (15) e ostetriche (20). A livello geografico, le dichiarazioni provengono principalmente dalle città di Milano, Bergamo e Brescia, ma anche Como, Cremona, Lecco, Lodi, Monza, Pavia, Sondrio e Varese. A portare il proprio sostegno sono stati assistenti sanitari, assistenti sociali, direttori sanitari, educatori professionali, farmacisti/farmacologi, fisioterapisti, infermieri, medici, neuropsicomotricisti, odontoiatri, operatori sociali, operatori socio-sanitari, ostetriche, osteopati, professori, psicologi, puericultrici, specializzandi in medicina, ricercatori e tecnici di reparto/laboratorio. 

“Noi sottoscritti, medici, infermieri, ostetriche, tecnici, farmacisti, ricercatori, scienziati, specializzandi e operatori socio-sanitari chiediamo al Consiglio regionale lombardo, in vista dell’elezione dell’ufficio di presidenza della commissione di inchiesta sull’emergenza Covid, di considerare la competenza come primo e imprescindibile criterio nella scelta di chi dovrà guidare la Commissione”, avevano scritto gli operatori nel loro appello. 

Posto che il coronavirus ha rappresentato una pandemia globale e che ancora oggi costituisce una grande sfida per le amministrazioni a tutti i livelli (locale, regionale, nazionale ed internazionale), il lavoro della commissione di inchiesta, che avrà un mandato di un anno, si pone come altamente sfidante, poiché richiederà di ricostruire il quadro complessivo, precedente all’inizio dei primi focolai dell’epidemia e fino al momento dell’uscita dallo stato di emergenza, delle decisioni prese dall’amministrazione regionale e dei vari livelli di responsabilità che hanno portato ad un quadro (ad oggi) di oltre 15.000 morti e 84.000 casi. 

Il presidente della commissione giocherà un ruolo fondamentale in tal senso, in quanto è in grado di indirizzare risorse e sforzi di tutta la commissione di inchiesta. Il presidente deve essere espresso dalle opposizioni in consiglio regionale e votato dalla maggioranza. 

“Nei giorni scorsi si è manifestata la disponibilità alla candidatura da parte di Michele Usuelli, unico medico delle minoranze, che dovranno esprimere il presidente, e neonatologo di terapia intensiva di comprovata esperienza. Il suo lavoro costante sul tema è stato sempre condotto con autorevolezza, con l’obiettivo di portare nelle istituzioni la voce del personale medico e sanitario, proponendo soluzioni e contributi costruttivi alla gestione della crisi”, scrivono i firmatari dell’appello. “Come cittadini e come professionisti del settore sanitario che da mesi fronteggiano l’emergenza mettendo in campo tutte le proprie conoscenze, siamo convinti che un analogo approccio debba essere all’origine tanto della scelta dei vertici quanto della futura azione della commissione. Se nella fase due nulla dovrà più essere come prima, auspichiamo che la competenza prevalga sulle logiche politiche, nell’interesse e a tutela di tutti i cittadini lombardi”.

“È evidente che se non si sceglie un presidente per le sue competenze, lo si sceglie per ragioni politiche e di comodo”, ha dichiarato Usuelli. “Sono lieto e orgoglioso che così tanti colleghi abbiano riscontrato in me le competenze necessarie a ricoprire questo ruolo. Mi auguro che i consiglieri sia di maggioranza che di opposizione ascoltino la loro voce e assicurino che la massima competenza possibile risieda nella figura del presidente della commissione di inchiesta. L’alternativa è rischiare che un presidente privo del know-how necessario in ambito sanitario porti la commissione a non raggiungere risultati sostanziali nell’individuazione di errori e responsabilità. Risultati cui i cittadini lombardi invece hanno diritto e che si aspettano. La scelta di un candidato privo delle conoscenze sanitarie essenziali andrebbe poi tutta nell’interesse di una giunta di centro-destra che guida questa regione ormai da oltre vent’anni, e che sarebbe legittimata a proseguire in una gestione deleteria della sanità in Regione, che pure occupa l’80% del budget della Lombardia”. 

Le firme dei sanitari saranno consegnate oggi ai capigruppo di tutti i partiti in consiglio regionale, così come all’assessore al Welfare Giulio Gallera e al presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana. “Ringrazio tutti i colleghi ed anche i comuni cittadini che hanno voluto esprimere il loro sostegno nei miei confronti in un momento cruciale per la nostra regione”, conclude Usuelli. “I vertici regionali in questi mesi hanno continuato a difendere il proprio operato, parlando di uno “tsunami” che ci ha travolti. Se di tsunami si è trattato, certo è che investigare se e quali precauzioni siano state prese o meno per limitarlo, così come quali scelte abbiano contribuito a portare alla situazione attuale, è fondamentale. Personalmente ritengo che a fronte di alcuni aspetti positivi, gravi errori siano stati fatti nella gestione di questa emergenza, peraltro non ancora del tutto debellata. Perciò mi auguro che queste firme siano di monito ai consiglieri per esprimere il proprio voto con coscienza, prendendo le distanze da logiche di partito e di convenienza o visibilità politica. Ciò che è successo è troppo importante per essere liquidato con un ‘abbiamo fatto tutto il possibile’. Lo dobbiamo ai cittadini”.