BOCCIATO – ORDINE DEL GIORNO N. 1081 – ASSESTAMENTO AL BILANCIO 2020-2022: MISURE DI SOSTEGNO ALL’INDUSTRIA DEL CINEMA E DELL’AUDIOVISIVO IN LOMBARDIA.

Questo Ordine del Giorno è stato presentato in sostegno all’industria del cinema e dell’audiovisivo in Lombardia costruito a quattro mani con gli operatori del settore. La regione sul suo territorio ha una vera e propria “industria del cinema e dell’audiovisivo”, con numeri di assoluto rilievo che collocano la regione al secondo posto dopo il Lazio in termini di produzione. Cosa significa? Che oltre a sviluppare la filiera del digitale, questa attività porta prestigio e visibilità e aumenta l’attrattività turistica delle zone che li producono e dei luoghi che ne fanno da scenario. Le imprese della filiera del cinema e audiovisivo in Lombardia sono circa 2.000 e producono un Fatturato di quasi 6 miliardi impiegando ben 20.000 addetti; in Lombardia Il 75% delle case di produzione ha sede a Milano con una una prevalenza nel settore di imprese medio-piccole (1-5 addetti), a fronte di alcune grandi imprese (Mediaset, Sky), e alcune medie imprese (Magnolia) tutte, oltre a numerose compagnie snelle e competitive, ma fragili sul piano finanziario, soprattutto ora che devono gestire le conseguenze pratiche della pandemia. Uno degli snodi fondamentali per rilanciare il comparto cinematografico è rappresentato dalla possibilità di riformare radicalmente l’esperienza della Lombardia Film Commission, fino ad oggi poco valorizzata e il cui saldo operativo è purtroppo deludente rispetto quella quello di altre esperienze analoghe in altre regioni quali ad esempio Puglia, Piemonte, Emilia Romagna e Lazio. Servono bandi a cadenza regolare e con un finanziamento certo, per permettere agli operatori di organizzarsi. Serve un direttore e non un presidente a titolo gratuito, che non può garantire la continuità. La sede stessa della Film Commission, collocata in un capannone nella periferia nord di Milano. L’odg è stato bocciato dall’Aula.


BOCCIATO – ORDINE DEL GIORNO N. 1082 – ASSESTAMENTO AL BILANCIO 2020-2022: PROGETTI DI COOPERAZIONE LEGATI ALLA GESTIONE DELLA PANDEMIA DA CORONAVIRUS DA PARTE DI REGIONE LOMBARDIA CON IL NICARAGUA

Questo ordine del giorno si occupa delle dubbie relazioni tra il Nicaragua e la Lombardia, dopo che la stampa del Nicaragua ha dato ampia notizia di una videoconferenza dello scorso 15 Luglio tra il Gobierno de Reconciliación y Unidad Nacional de Nicaragua e Regione Lombardia per valutare progetti di cooperazione allo sviluppo nei settori commercio, turismo, economia creativa e sanità specificamente nel contesto della pandemia COVID-19. Alla conferenza erano presenti il sottosegretario delegato alle relazioni internazionali Alan Rizzi; l’Ambasciatore per l’Italia in Nicaragua, la Ministra del Turismo; l’Ambasciatrice del Nicaragua in Italia e il console del Nicaragua a Milano, mentre per il Nicaragua hanno partecipato inoltre i figli della coppia presidenziale ai vertici dell’oligarchia Ortega / Murillo. Abbiamo chiesto invano alla Giunta regionale di interrompere questi rapporti perché il Governo del Nicaragua negli anni ha preso forma un regime sempre più autoritario, ed è sfociato in una sanguinosa dittatura di fatto, che si è resa responsabile nel 2018 degli assassinii di circa 400 persone ed è stato per questo condannato da diversi organismi internazionali, tra i quali la Commissione dei Diritti umani dell’ONU, Amnesty International e la Commissione Interamericana per i diritti umani. La repressione dei diritti umani in Nicaragua si è particolarmente aggravata negli ultimi anni e ha riguardato in particolare esponenti del mondo dell’informazione, oppositori politici e omosessuali, che affollano a centinaia le carceri di quel Paese, da cui decine di migliaia di persone, per sfuggire da miseria e repressione, hanno lasciato il paese negli ultimi anni e il solo Costa Rica ha accolto 68.000 rifugiati provenienti dal Nicaragua (Fonte Amnesty International).


BOCCIATOORDINE DEL GIORNO N. 1083 – ASSESTAMENTO AL BILANCIO 2020 – 2022: RIAPERTURA DEL DIALOGO CON CASSA DELLE AMMENDE PER IMPLEMENTARE STRUMENTI DI DEFLAZIONE CARCERARIA, RIDURRE IL SOVRAFFOLLAMENTO E MIGLIORARE LA QUALITÀ DEL LAVORO DELLA POLIZIA PENITENZIARIA.

La Cassa delle Ammende è un ente pubblico italiano, istituito presso il Ministero della giustizia e dallo stesso vigilato, dotato di personalità giuridica di diritto pubblico, che si occupa di finanziare degli importanti interventi che riguardano, principalmente, i soggetti che abbiano subito condanne penali, i tossicodipendenti, gli alcoldipendenti e gli ambienti detentivi, con l’obiettivo di onorare il principio dettato dall’articolo 27 della Costituzione, in forza del quale le pene devono tendere alla rieducazione del condannato. Ad aprile 2020 Regione Lombardia ha rifiutato 900.000 euro stanziati da Cassa Ammende per l’ampliamento del social housing e così che, attraverso incentivi alla detenzione domiciliare, si riducesse il sovraffollamento e si disinnescasse una possibile bomba a orologeria in termini di contagi da Covid. La motivazione? Quei soldi semmai sarebbero dovuti andare per iniziative rivolte al lavoro della polizia, ma lo statuto di Cassa Ammende non lo prevede. Così una posizione ideologica ha prevalso su uno stanziamento che peraltro avrebbe migliorato anche le condizioni di lavoro degli agenti, grazie alla diminuzione del numero dei detenuti. Quei fondi sono stati recuperati dal provveditorato, che con bando ha sviluppato progetti per 740.000€ con progetti in avvio in autunno. Mancano all’appello 160.000€, che ho provato a recuperare durante l’ultimo Assestamento di Bilancio chiedendo con questo Ordine del Giorno che regione riaprisse un dialogo con Cassa Ammende. Richiesta bocciata, rifiutate decine di migliaia di euro e lasciate le persone in condizioni disumane.


APPROVATO – ORDINE DEL GIORNO N. 1199 – ASSESTAMENTO AL BILANCIO 2020 – 2022: INIZIATIVE PER INCENTIVARE L’ACCESSO AL FONDO REGIONALE DI PREVENZIONE DEL FENOMENO DELL’USURA E DI SOLIDARIETÀ ALLE VITTIME DEL REATO DI USURA

In questi ultimi mesi, i provvedimenti adottati per il contenimento dell’epidemia da Coronavirus in Italia hanno determinato un blocco delle attività economiche potenzialmente mortale per famiglie e imprese; in Lombardia, secondo la Camera di Commercio di Milano il 60% delle imprese della ristorazione e del commercio sta affrontando difficoltà nell’accedere al credito per rilanciarsi. Il 10% delle attività, ad oggi, risultano esposte all’usura e ai tentativi di acquisizione da parte di soggetti con legami di natura criminale o mafiosa ed il pericolo che le difficoltà economiche, di famiglie ed imprese, rappresentino un terreno fertile per gli investimenti della criminalità organizzata non solo è reale, ma sta già accadendo. La criminalità organizzata può disporre dell’abbondante liquidità proveniente dai proventi dei mercati illegali, che comprendono sia le attività di produzione di beni e servizi la cui vendita, distribuzione o possesso sono proibite dalla legge, sia quelle che, pur essendo legali, sono svolte da operatori non autorizzati. La Lombardia è al primo posto come “numero di imprese in sofferenza”, con 36.024 realtà a rischio, oltre il 15% del totale. Il percorso di audizioni voluto e intrapreso dalla Commissione Speciale Antimafia del Consiglio regionale della Lombardia, in questi ultimi due mesi, ha delineato chiaramente l’aumento esponenziale del rischio per gli imprenditori di subire offerte di prestiti usurai o di acquisizione da parte della criminalità organizzata. Con d.g.r. 4200 del 25 ottobre 2012 è stato istiuito il “Fondo Regionale di prevenzione del fenomeno dell’usura e di solidarietà alle vittime del reato di usura”. Il 9 luglio scorso in Commissione Antimafia sono stati auditi i rappresentanti di Fondazione Lombarda antiusura, Servizio LineaLibera dell’associazione Libera, SOS Italia libera e Fondazione San Bernardino Onlus e hanno evidenziato la difficoltà per le imprese di accedere al suddetto Fondo regionale. Con questo Ordine del giorno la Giunta regionale si è impegnata a riconsiderare le modalità di accesso al finanziamento mantenendo l’impostazione garantista, ma rendendo meno severi i vincoli per l’erogazione. 


BOCCIATO – ORDINE DEL GIORNO N. 1200 – ASSESTAMENTO AL BILANCIO 2020 – 2022: INIZIATIVE PER L’AVVIO DI UNO STUDIO DI FATTIBILITÀ DI UNA SPERIMENTAZIONE DELIMITATA E CIRCOSCRITTA DELLA PRATICA DI “ZONIZZAZIONE DELLA PROSTITUZIONE” IN FAVORE DELLA PROMOZIONE DI PRATICHE A TUTELA DELLA SALUTE E DELL’IGIENE PERSONALE, BASATE SULLE NORME IGIENICO-SANITARIE PER IL CONTRASTO ALLA DIFFUSIONE DEL COVID-19, DELLE E DEI SEX WORKER

Questo Ordine del Giorno avrebbe impegnato la Giunta “ad avviare uno studio di fattibilità per una sperimentazione delimitata e circoscritta della pratica di “zonizzazione”, che si prefigga di raccogliere relativamente alla insula individuata informazioni o lamentazioni espresse dai cittadini residenti nell’area, rispetto al fenomeno della prostituzione di strada e a stabilire con lavoratrici e lavoratori del sesso e clienti (anche attraverso la distribuzione di un materiale informativo ad hoc) un regime di regole condivise al fine di “normare” le zone informali di esistenza necessaria garantendo così un utilizzo adeguato degli spazi, soprattutto per quanto attiene a questioni igienico sanitarie (abbandono di condom, fazzolettini, indumenti intimi, bisogni fisiologico – corporali), disturbo della quiete pubblica, problemi di ordine pubblico (rischi legati alla viabilità da intendere come sicurezza stradale e all’incolumità dei/delle sex workers). Il focus di questo atto era la tutela e la sensibilizzazione di clienti e lavoratrici alle misure Anti-Covid per contenere la diffusione dei contagi. In Italia, offrire prestazioni sessuali a scopo di lucro non è reato, lo sono piuttosto attività come il favoreggiamento e lo sfruttamento della stessa prestazione da parte di persone o enti terzi; la mancata regolamentazione, tanto dell’inquadramento professionale quanto del contesto generale in cui operano i/le sex workers, produce una maggiore esposizione al rischio di violenze, maltrattamenti, discriminazioni insieme ad una minore sicurezza personale e della propria famiglia a carico delle persone che si prostituiscono e una maggiore difficoltà a combattere il mercato illegale e la criminalità organizzata che intorno ad esso si è costituita, con tutte le conseguenze in campo socio-economico che ne derivano.


BOCCIATO – ORDINE DEL GIORNO N. 1383 – ASSESTAMENTO AL BILANCIO 2020-2022: AZIONI VOLTE A TUTELARE IL RISPETTO DELLE VOLONTÀ INDIVIDUALI AL MOMENTO DEL FINE VITA E PER IL DIRITTO A UNA MORTE DIGNITOSA

La pandemia che è tutt’ora in corso continua a darci elementi anche per ragionare sul rapporto degli esseri umani con la morte, in particolare della funzione della ricerca al fine di “continuare la vita”. Ed è bene che questo dibattito riparta soprattutto in un Paese dove la ricerca scientifica è pesantemente sottofinanziata. Ma c’è un altro discorso sul “fine vita” che alla ripresa delle attività istituzionali dovrà essere affrontato, quello della libertà di scelta, soprattutto dopo che il 27 luglio scorso il tribunale di Massa ha assolto Marco Cappato e Mina Schett Welby dall’accusa di istigazione e aiuto al suicidio di Davide Trentin. Questa battaglia radicale guidata dall’Associazione Luca Coscioni si schianta da anni contro il muro di gomma istituzionale che continua ad ignorare la proposta di legge sull’Eutanasia Legale depositata nel 2013 alla camera sottoscritta da decine di migliaia di cittadini. Durante l’ultima seduta di Assestamento di Bilancio ho provato a impegnare la Regione Lombardia a farsi portavoce presso il governo dell’apertura del dibattito parlamentare sull’eutanasia, ma, benché la Giunta abbia rimesso il voto alla coscienza dell’Aula, il Consiglio regionale della Lombardia ha bocciato l’ordine del giorno di due soli voti. Diversi esponenti di maggioranza a favore, troppi consiglieri dell’opposizione assenti. Per rimediare potrebbero avviare la discussione alla Camera a settembre.


APPROVATO CON INVITA – ORDINE DEL GIORNO N. 1384 – ASSESTAMENTO AL BILANCIO 2020-2022: RIASSETTO E RAZIONALIZZAZIONE DELLE PROCEDURE DI DIAGNOSTICA COVID IN REGIONE LOMBARDIA

L’ultimo Assestamento di Bilancio era gravato da un grande monito: Regione Lombardia non ha soldi e stiamo per affrontare una crisi economica devastante. Il mio spirito, nel proporre emendamenti al Bilancio lombardo in questa sessione di assestamento, teneva conto di queste premesse. Così ho lavorato quasi esclusivamente ad emendamenti di risparmio come questo, approvato a maggioranza nella forma di Ordine del Giorno, che chiede alla Giunta e all’assessorato al Welfare di adottare il “metodo POOLING” nei tamponi e nei sierologici a carico del Servizio Sanitario Regionale. Per i sierologici si può su soggetti a basso rischio (istituti penitenziari, residenze per disabili, comunità psichiatriche e per tossicodipendenti, magistrature, forze dell’ordine etc) che per obbligo di delibera regionale devono fare i test. Può essere proposto anche ai datori lavoro che vogliano offrire i test ai dipendenti, con risparmio per le aziende. Tale metodica può essere usata anche per i tamponi, ad esempio per coloro che sono positivi ai test su sangue ma asintomatici e che probabilmente non sono più infetti. Il pooling è la tecnica proposta da Anthony Fauci a Trump in America; prevede di mescolare insieme il sangue o i secreti da tampone di un certo numero di persone (max 30) e di fare un solo test sierologico o tampone su di esso. Se il risultato è negativo significa che tutte le persone testate sono negative e quindi “Covid-free”. Se invece il test è positivo, si procede a fare il test su ciascuno di loro, per capire chi potrebbe essere contagiato, usando la provetta o il tampone già in possesso del laboratorio. Considerando che un test sierologico ha un costo di circa 35 euro, il pooling consentirebbe un risparmio di 2.578.100 euro; il tampone invece ha un costo intorno ai 62 euro, se si testassero 5.000 persone al giorno il pooling consentirebbe un risparmio di 54.456.000 euro nel 2020 e di 108.912.000 nel 2021.


APPROVATO con IMPEGNA – ORDINE DEL GIORNO N. 1385 – ASSESTAMENTO AL BILANCIO 2020-2022: RINNOVO DELLA CONVENZIONE CON LA SCUOLA SUPERIORE SANT’ANNA DI PISA PER L’ADESIONE DI REGIONE LOMBARDIA AL SISTEMA BERSAGLIO

Il Sistema Bersaglio è un sistema di valutazione quantitativa messo a punto dal Laboratorio di Management e Sanità (MeS) dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che si applica ai sistemi sanitari delle regioni italiane, alle loro aziende sanitarie e ospedaliere, alle aziende ospedaliere universitarie e a quattro importanti percorsi di cura sul territorio (Materno – infantile, Oncologia, Cronicità, Emergenza-Urgenza). Il sistema analizza i dati inviati dalla Regione, scegliendo circa 300 indicatori, alcuni per la valutazione del sistema sanitario regionale nel suo insieme, altri per la valutazione delle aziende sanitarie, per le aziende ospedaliere o le aziende universitarie o i percorsi di cura sul territorio. Durante la seduta del Consiglio regionale del 2 ottobre 2018 è stata presentata, a prima mia prima firma, la mozione n.61 avente ad oggetto “Trasparenza e metodo scientifico nella valutazione del Sistema Sanitario Regionale: utilizzo del Sistema Bersaglio come strumento di monitoraggio e pianificazione”. In sede di votazione il Consiglio regionale ha deliberato il rinvio in III Commissione della mozione n.61 e in data 27 novembre 2019 la III Commissione ha approvato all’unanimità la mozione, mantenendo sostanzialmente invariato il resto del testo da me presentato. La convenzione, rimasta attiva per oltre quattro anni (trovava copertura nel capitolo 8378), ad oggi non risulta rifinanziata, pertanto con questo Ordine del Giorno abbiamo impegnato la Giunta regionale a rinnovare la convenzione con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa per l’adesione al Sistema Bersaglio.


Emendamento – Sistema Bersaglio

La Missione 13, programma 1 , titolo 1 è modificata come segue: aumentare di euro 80.000 per ciascuna annualità 2020, 2021, 2022.

Diminuire contestualmente per pari importo e per le medesime annualità la missione 20, Programma 01 – fondo di riserva, titolo 1 spese correnti.

RELAZIONE ILLUSTRATIVA – L’emendamento propone di rinnovare la convenzione con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa per l’adesione al Sistema Bersaglio, sistema di valutazione quantitativa messo a punto dal Laboratorio di Management e Sanità (MeS) dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che si applica ai sistemi sanitari delle regioni italiane, alle loro aziende sanitarie e ospedaliere, alle aziende ospedaliere universitarie e a quattro importanti percorsi di cura sul territorio (Materno – infantile, Oncologia, Cronicità, Emergenza-Urgenza). Il sistema analizza i dati inviati dalla Regione, scegliendo circa 300 indicatori, alcuni per la valutazione del sistema sanitario regionale nel suo insieme, altri per la valutazione delle aziende sanitarie, per le aziende ospedaliere o le aziende universitarie o i percorsi di cura sul territorio. La convenzione, rimasta attiva per oltre quattro anni (trovava copertura nel capitolo 8378) ma non risulta rifinanziata, nonostante l’approvazione della mozione n.61 con la quale il Consiglio Regionale ha impegnato la Giunta addirittura ad allargare i campi dell’applicazione del Sistema Bersaglio. Si chiede pertanto il rifinanziamento della convenzione nel rispetto della volontà del Consiglio regionale.


Emendamento – Test sierologici/tamponi RSA e RSD

La Missione 13, programma 1 , titolo 1 è modificata come segue: diminuire di euro 6.500.000 per l’annualità 2020, e di euro 13.000.000 per l’annualità 2021.

Aumentare contestualmente per pari importo e per le medesime annualità la missione 20, Programma 01 – fondo di riserva, titolo1 spese correnti.

RELAZIONE ILLUSTRATIVAL’emendamento propone di eliminare il test sierologico venoso tra i criteri diagnostici di ingresso dei nuovi pazienti afferenti ai servizi sociosanitari. La delibera fase 2 sul riassetto sistema sociosanitario prevede che i nuovi arrivi in struttura debbano eseguire simultaneamente tampone e test sierologico su sangue. Tale comportamento non appare giustificato dal punto di vista clinico, ritenendosi il riscontro dell’ infettività al momento dell’ingresso (assicurata dal tampone) sufficiente criterio diagnostico all’ingresso. Con questo emendamento si chiede di togliere il test sierologico da prelievo venoso dal protocollo di ingresso. I posti disponibili tra le strutture di tutto il sistema sociosanitario interessato dalla delibera, secondo Lombardiasociale, solo per le RSA, nel 2018, sono un totale di 183,625 tra posti letto autorizzati 63.791, posti letto accreditati 61.330 e posti letto contrattualizzati 58.504. Considerando solo il tasso di mortalità nei primi 30 giorni, che è del 17% , in 6 mesi si può prevedere un numero di nuovi ingressi pari a 187.000. Si stima molto prudentemente il costo di 1 singolo test sierologico a 35 euro. L’emendamento porterebbe ad un risparmio di oltre 6,5 milioni di euro da qui alla fine del 2020 e di 13.000.000 nel 2021 senza contare RSD ed altri attori sociosanitari e senza contare il turnover della mortalità oltre il primo mese di degenza. Le risorse disponibili andranno ad implementare il fondo di riserva e potranno essere utilizzate per fronteggiare eventuali nuove necessità dovute all’emergenza Covid, così come per far fronte ad urgenze di altra natura.


Emendamento – Test sierologici in pooling

La Missione 13, programma 1 , titolo 1 è modificata come segue: diminuire di euro 2.578.100 per ciascuna annualità 2020 e 2021.

Aumentare contestualmente per pari importo e per le medesime annualità la missione 20, Programma 01 – fondo di riserva, titolo1 spese correnti.

RELAZIONE ILLUSTRATIVAL’emendamento propone di introdurre il test sierologico in pooling su sangue venoso come primo screening per Istituti penitenziari, RSD, Comunità psichiatriche, Comunità per Tossicodipendenti, le Magistrature, gli Uffici Interdistrettuali Esecuzione Penale Esterna (UIEPE), le Forze dell’Ordine e la Polizia Locale e possibilità offerta ai datori di lavoro/ordini professionali/associazioni per il primo screening dei dipendenti. Le categorie di cui sopra sono state individuate da Regione Lombardia quali destinatarie di test sierologico da prelievo venoso a spese del SSR. Ad oggi la presenza di anticorpi IgM e IgG rilevata in sierologia non conferisce alcuna”patente di immunità”come invece si pensava tempo fa, quando addirittura era sorta la possibilità di consentire la ripresa delle normali attività (e della normale vita quotidiana) solo a chi avesse fatto il test sierologico risultando positivo. Si stima molto prudentemente il costo di 1 singolo test sierologico a 35 euro. Le delibere di Regione Lombardia hanno individuato alcune categorie di persone fragili, a basso rischio, ma la cui positività potrebbe innescare focolai epidemici di grandi dimensioni (Istituti penitenziari, RSD, Comunità psichiatriche, Comunità per Tossicodipendenti). Inoltre con circolare Protocollo G1.2020.0020885 del 21 maggio 2020, Regione Lombardia ha previsto l’avvio di indagini sierologiche destinate a determinate categorie che, per le caratteristiche specifiche dell’attività svolta, sono meritevoli di particolare attenzione in relazione alla completa riattivazione delle attività: le Magistrature, gli Uffici Interdistrettuali Esecuzione Penale Esterna (UIEPE), le Forze dell’Ordine e la Polizia Locale. La somma totale delle persone coinvolte è stimata essere 76.200. Si introduce il Lombardia, come da proposta del prof Fauci, la tecnica del “pooling” con cui mischiamo parte del sangue di 30 persone in una unica provetta (35 euro invece di 1.050 euro). Qualora nessuno risulti positivo, quell’ambiente di lavoro risulterà COVID FREE, abbattendo i costi sostenuti dal SSR. Solo qualora il pool risultasse positivo, si procederebbe al test singolo per ognuno dei 30. Con la tecnica del “pooling” il primo screening per 76.200 persone in cluster da 30 costerebbe 30 volte meno: 88,900 Euro, contro 2.667.000 dello screening attuale. Il risparmio sarebbe di 2.578.100. Le risorse disponibili andranno ad implementare il fondo di riserva e potranno essere utilizzate per fronteggiare eventuali nuove necessità dovute all’emergenza Covid, così come per far fronte ad urgenze di altra natura. Se autorizzata per il SSR, tale metodica potrebbe essere attuata anche da aziende, ordini professionali, e datori di lavoro in generale, cui Lombardia ha dato facoltà a di organizzarsi per eseguire test sierologici su prelievo venoso verso i loro dipendenti (asintomatici), i cui positivi, hanno indicazione ad eseguire il tampone, che sarà in ogni caso rimborsato da Regione. Ciò comporterebbe un risparmio per le aziende.


Emendamento – Tamponi in pooling

La Missione 13, programma 1 , titolo 1 è modificata come segue: diminuire di euro 54.456.000 per l’annualità 2020 e di euro 108.912.000 per l’annualità 2021.

Aumentare contestualmente per pari importo e per le medesime annualità la missione 20, Programma 01 – fondo di riserva, titolo1 spese correnti.

RELAZIONE ILLUSTRATIVA – Si propone di introdurre il tampone nasofaringeo in pooling sui soggetti a basso rischio di essere infettivi, cioè i cittadini che da asintomatici eseguono il tampone, in seguito a positività a IGG su sangue. Pooling come primo screening. Si introduce il Lombardia, come da proposta del prof Fauci, la tecnica del “pooling”, pubblicata anche su Lancet a partire da uno studio che ha coinvolto pazienti bresciani. Si intende processare in un unico test PCR utilizzando 1 unico reagente, il mix di secreto nasofaringeo di 30 persone. Qualora nessuno risulti positivo, quell’ambiente di lavoro risulterà COVID FREE, abbattendo i costi. Solo qualora il pool risultasse positivo, si procederebbe al test singolo per ognuno dei 30. Con la tecnica del “pooling/il primo screening PRC”, si potrebbero eseguire giornalmente test su 5.000 soggetti (stima di analisi dei bisogni prudenziale) a basso rischio di essere infettivi, cioè i cittadini che da asintomatici eseguono il tampone, in seguito a positività a IGG su sangue, invece che con 5.000 PCR, con 167 test PCR. La Regione ha fissato il prezzo per il tampone a 62,69 euro. Il pooling porterebbe fino ad un risparmio di 302,531 euro al giorno, entro fine anno quindi di 54.456.000 euro e di 108.912.000 nel 2021 Le risorse disponibili andranno ad implementare il fondo di riserva e potranno essere utilizzate per fronteggiare eventuali nuove necessità dovute all’emergenza Covid, così come per far fronte ad urgenze di altra natura.